PRIMA DEL GO-LIVE
Inventario, priorità e mapping delle URL prima di cambiare il sito.
Una migrazione SEO accompagna il passaggio da un sito a un altro quando cambiano dominio, CMS, struttura, URL, piattaforma o architettura.
AD Digital lavora prima, durante e dopo il go-live per mappare ciò che esiste, definire cosa mantenere o reindirizzare, coordinare gli interventi tecnici e verificare come il nuovo sito viene recepito dai motori di ricerca.
Non promettiamo che una migrazione non produca alcuna variazione. L’obiettivo è ridurre i rischi evitabili, proteggere i segnali già costruiti e rendere misurabile ciò che succede dopo la pubblicazione.
Inventario, priorità e mapping delle URL prima di cambiare il sito.
Redirect, segnali tecnici e controlli coordinati con sviluppo e contenuti.
Crawl, indicizzazione, traffico e ranking vengono verificati per individuare rapidamente eventuali anomalie.
Una migrazione SEO diventa necessaria quando il cambiamento del sito può modificare URL, contenuti, architettura, segnali tecnici o modalità con cui le pagine vengono raggiunte e interpretate dai motori di ricerca.
Può riguardare un cambio di dominio, un nuovo CMS, un restyling, una nuova piattaforma e-commerce, una riorganizzazione importante delle pagine o il consolidamento di più siti.
Il punto non è trasferire tutto automaticamente: prima del passaggio bisogna capire cosa ha già valore, cosa deve cambiare e come collegare correttamente vecchia e nuova struttura.
Quando cambia il dominio oppure il sito passa a un nuovo CMS o a una nuova piattaforma, possono cambiare URL, template, struttura e modalità di indicizzazione.
La migrazione SEO serve a mappare il passaggio tra vecchia e nuova struttura e definire come trasferire correttamente i segnali già esistenti.
Anche mantenendo lo stesso dominio, un restyling può modificare pagine, navigazione, categorie, contenuti e linking interno.
In questi casi la SEO deve entrare nel progetto prima che URL e struttura vengano considerate definitive.
Cataloghi ampi, siti multilingua, fusioni tra più domini o grandi riorganizzazioni richiedono una gestione più strutturata di redirect, canonical, hreflang, filtri, prodotti, categorie e contenuti.
AD Digital organizza il lavoro attorno a tre aree principali: Mappatura, Trasferimento e Verifica.
Le attività cambiano in base al progetto, ma queste tre fasi permettono di ridurre gli errori più comuni e mantenere continuità tra vecchio e nuovo sito.
Prima di spostare il sito dobbiamo sapere quali URL esistono, quali hanno valore e quale destinazione devono avere nella nuova struttura.
Inventario delle pagine, traffico organico, query, backlink, contenuti e nuova architettura vengono messi in relazione per decidere cosa mantenere, aggiornare, consolidare, eliminare o reindirizzare.
Per le URL che hanno acquisito backlink o citazioni esterne verifichiamo con particolare attenzione la destinazione, perché un redirect errato può disperdere anche segnali costruiti fuori dal sito.
La nuova versione deve trasferire correttamente i principali segnali tecnici e contenutistici.
Qui rientrano redirect, canonical, link interni, sitemap, robots.txt, hreflang quando presente, metadata, contenuti e configurazioni di tracking.
Una singola incoerenza può non compromettere il progetto, ma errori ripetuti su molte URL possono rendere più difficile il passaggio.
Dopo il go-live controlliamo come motori di ricerca e utenti stanno raggiungendo il nuovo sito.
Crawl, errori 4xx/5xx, redirect, indicizzazione, sitemap, Search Console, traffico organico e posizionamenti permettono di individuare rapidamente problemi o scostamenti.
Prima della pubblicazione registriamo lo stato del sito su URL indicizzate, landing organiche strategiche, query, posizionamenti, traffico, backlink ed errori tecnici.
Una migrazione può riguardare un cambio di dominio, un nuovo CMS, un restyling, una modifica dell’architettura o il trasferimento verso una nuova infrastruttura.
Il perimetro cambia, ma il metodo resta lo stesso: analizzare prima, preparare il passaggio, testare e verificare dopo.
Il lavoro dipende dalla dimensione del sito, dal tipo di cambiamento e dal livello di continuità tra vecchia e nuova versione.
Non tutte le attività sono necessarie in ogni progetto: definiamo il perimetro prima della pubblicazione.
Una migrazione è più semplice da gestire quando le decisioni SEO vengono prese mentre il nuovo sito è ancora in costruzione, non dopo il lancio.
Per questo AD Digital lavora insieme a sviluppo, contenuti e referenti interni per rendere il passaggio parte del progetto di restyling o replatforming.
Una migrazione non è un trasloco automatico del vecchio sito.
Prima del passaggio valutiamo quali pagine conservare, aggiornare, consolidare, reindirizzare o rimuovere, evitando di trasferire automaticamente problemi e sovrapposizioni del vecchio sito.
Redirect e sitemap non bastano se cambiano anche architettura, contenuti, linking o tracciamento.
Gestiamo la migrazione come un progetto SEO completo, collegando configurazioni tecniche, struttura delle pagine e dati di monitoraggio.
Una migrazione può produrre variazioni temporanee nella scansione, nell’indicizzazione e nei ranking.
Il nostro lavoro è ridurre i rischi evitabili, riconoscere rapidamente gli scostamenti e intervenire sui problemi che possono essere corretti.
Restyling, nuove architetture e passaggi tra vecchi e nuovi siti: scopri alcuni progetti in cui la SEO ha accompagnato il cambiamento prima e dopo il go-live.
Approfondisci redirect, indicizzazione, architettura, monitoraggio e gestione della visibilità organica durante il passaggio a un nuovo sito.
La migrazione SEO è l’insieme delle attività necessarie per accompagnare il passaggio da una versione del sito a un’altra cercando di preservare URL, contenuti, segnali tecnici, visibilità organica e misurazione.
Può essere necessaria quando cambiano dominio, CMS, struttura delle URL, architettura, piattaforma o una parte rilevante del sito.
La migrazione del sito riguarda il trasferimento tecnico di file, database, dominio, hosting o piattaforma.
La migrazione SEO considera anche ciò che i motori di ricerca conoscono già del vecchio sito: URL indicizzate, ranking, traffico, link, contenuti e relazioni tra le pagine.
Non è possibile garantire che traffico e posizionamenti rimangano identici durante tutto il passaggio.
Una pianificazione corretta può però ridurre molti rischi evitabili e rendere più semplice individuare le cause di eventuali cali dopo il go-live.
I redirect permanenti sono necessari quando una vecchia URL cambia indirizzo e deve trasferire utenti e motori di ricerca verso una nuova destinazione coerente.
Durante una migrazione vanno progettati tramite mapping, evitando redirect indiscriminati verso homepage o categorie non pertinenti.
Non sempre con la stessa profondità.
Se URL, contenuti e struttura rimangono invariati, il rischio SEO è generalmente diverso rispetto a un cambio di dominio o CMS. Restano comunque importanti test tecnici, disponibilità del sito, performance, DNS, crawling e controllo post-passaggio.
Tra i controlli principali rientrano redirect, errori 4xx e 5xx, canonical, robots.txt, sitemap, indicizzazione, crawl, Search Console, tracking, traffico organico e pagine strategiche.
La priorità dipende dal tipo di sito e dal cambiamento effettuato.
No. I sistemi generativi decidono autonomamente quali fonti utilizzare e possono cambiare risposta in funzione della query, del modello e del contesto.
Un progetto SEO per AI può migliorare le condizioni di accessibilità, comprensione e verificabilità, ma non garantire una citazione.
La migrazione SEO è più efficace quando entra nel progetto prima della pubblicazione.
Partiamo dal sito esistente, costruiamo la baseline, mappiamo ciò che deve essere protetto e definiamo con il team tecnico come gestire il passaggio e i controlli successivi.