In sintesi
- Instagram non applica un prezzo fisso per clic, impression, post, Storia o Reel.
- Meta suggerisce di partire con almeno 5 USD al giorno e una durata minima di sei giorni, ma questa è una soglia di avvio, non la garanzia di raccogliere dati utili.
- Un test circoscritto può partire da 300-600 euro al mese; una campagna strutturata richiede più spesso almeno 1.000-3.000 euro di media spend mensile.
- Il costo totale comprende anche creatività, adattamenti, gestione, tracking e pagine di destinazione.
- Una campagna “solo Instagram” può restringere le opportunità d’asta e alzare il costo per risultato.
- Promuovere dall’app iOS può comportare un costo di servizio Apple; da desktop o Gestione inserzioni questo costo può essere evitato.
- Il budget va calcolato dal costo massimo sostenibile per lead o vendita, non dal numero di follower o da una cifra scelta a intuito.
Fare pubblicità su Instagram può costare 5 euro al giorno. Il problema è capire che cosa può produrre quella cifra, per quanto tempo e con quante varianti creative.
Un test molto circoscritto può partire da 300-600 euro di media spend al mese. Una campagna locale con un’offerta definita richiede più spesso 600-1.500 euro al mese. Per lead generation, e-commerce o test continuativi su più contenuti, l’investimento media sale facilmente a 1.000-3.000 euro al mese, fino a superare i 3.000 euro quando aumentano prodotti, mercati e volume atteso.
Sono fasce operative indicative. Non sono tariffe di Instagram e non includono automaticamente strategia, gestione, video, grafiche, tracking, catalogo o landing page.
C’è poi un equivoco da eliminare subito: Instagram Ads non è un sistema pubblicitario separato da Facebook Ads. Entrambi fanno parte dell’ecosistema Meta. Se si acquista pubblicità tramite Gestione inserzioni, il budget partecipa alla stessa asta e può essere distribuito su più posizionamenti. Limitare tutto a Instagram è possibile, ma non sempre è la scelta più efficiente.
Indice dei contenuti
- Quanto costa la pubblicità su Instagram in breve
- Instagram e Facebook condividono lo stesso sistema pubblicitario
- Le voci che compongono il costo reale
- Pubblicità solo su Instagram o posizionamenti Meta
- Quanto costa sponsorizzare post, Storie e Reel
- Pulsante Promuovi o Gestione inserzioni
- Come calcolare un budget sostenibile
- Fasce di budget per attività locali, B2B ed e-commerce
- Un caso AD Digital: quanto pesa la creatività
- Quando il budget è troppo basso
- Come valutare un preventivo Instagram Ads
- Domande frequenti
- Il costo giusto dipende dal risultato che deve finanziare
Quanto costa la pubblicità su Instagram in breve
La tabella seguente riguarda il solo budget pubblicitario versato a Meta. Serve a dare un ordine di grandezza, non a prevedere un risultato.
| Scenario | Media spend indicativo | Cosa consente realisticamente |
|---|---|---|
| Promozione breve o test di visibilità | 5-15 € al giorno | Amplificare un contenuto o verificare una prima risposta su un pubblico limitato |
| Campagna locale con una sola offerta | 600-1.500 € al mese | Lavorare su un’area definita, un obiettivo e poche varianti |
| Lead generation o piccolo e-commerce | 1.000-3.000 € al mese | Testare messaggi, creatività e pubblici con un volume di dati più utile |
| E-commerce strutturato o più linee di offerta | 3.000-6.000 € al mese | Sostenere acquisizione, retargeting e rinnovo continuo delle creatività |
| Più mercati, cataloghi ampi o obiettivi di scala | Oltre 6.000 € al mese | Distribuire la spesa tra più campagne, pubblici, prodotti e fasi del funnel |
Con 5 euro al giorno è possibile attivare una promozione. È molto diverso dal finanziare una campagna che deve confrontare tre video, due offerte, pubblici differenti e un percorso di vendita.
La domanda utile non è quindi “qual è il minimo consentito?”, ma quanti risultati servono perché il test produca una decisione.
Se un’azienda può sostenere un costo massimo di 40 euro per lead e vuole raccogliere 30 contatti, il media budget teorico è già 1.200 euro. Se dispone di 300 euro, deve ridurre il volume atteso, restringere il test oppure accettare che i dati possano non essere conclusivi.
Instagram e Facebook condividono lo stesso sistema pubblicitario
Instagram e Facebook utilizzano Gestione inserzioni di Meta. Obiettivo, pubblico, budget, offerta e misurazione vengono configurati nello stesso ambiente. Anche l’asta segue la stessa logica.
Questo significa che non esiste una tariffa ufficiale “Instagram” contrapposta a una tariffa “Facebook”. I costi possono cambiare perché cambiano:
- le persone raggiungibili su ogni posizionamento;
- la concorrenza per quelle persone in quel momento;
- la probabilità che compiano l’azione richiesta;
- il modo in cui il contenuto si adatta a Feed, Stories e Reels;
- la quantità di inventario che si lascia utilizzare al sistema.
Due campagne rivolte allo stesso pubblico possono avere CPM e costo per risultato diversi anche nello stesso mese. Un video può funzionare bene nei Reels e male nel Feed. Un annuncio statico può produrre vendite pur avendo un costo per clic più alto. La metrica di superficie non decide da sola se il canale è conveniente.
Per questo il confronto corretto non è “Instagram costa più di Facebook?”, ma quale combinazione di posizionamenti genera il risultato utile al costo sostenibile per l’azienda. L’articolo sui costi della pubblicità Facebook approfondisce l’altro lato dello stesso sistema senza trasformare i due canali in listini separati.
Come funziona l’asta
Ogni volta che si apre uno spazio pubblicitario, Meta confronta gli annunci idonei. Il budget e la strategia di offerta contano, ma non sono gli unici fattori. La piattaforma considera anche la probabilità stimata che la persona compia l’azione richiesta e la qualità dell’annuncio.
Un contenuto poco pertinente non diventa competitivo soltanto aumentando la spesa. Può ottenere più distribuzione, ma continuare a produrre clic poco utili o vendite troppo costose.
Budget giornaliero e budget totale
Con il budget giornaliero si indica una spesa media per giorno. Con il budget totale si definisce invece l’importo disponibile per l’intera durata della campagna.
Il budget giornaliero non coincide necessariamente con un addebito identico ogni ventiquattro ore. Meta può spendere di più nelle giornate in cui rileva maggiori opportunità e compensare nel periodo di riferimento. Nei preventivi e nel controllo amministrativo conviene quindi guardare anche la spesa settimanale e mensile, non soltanto il singolo giorno.
Le voci che compongono il costo reale
Il media spend è solo una parte dell’investimento. Su Instagram la distanza tra budget visibile e costo reale può essere particolarmente ampia, perché il canale consuma creatività con velocità.
1. Media spend
È il denaro pagato a Meta per distribuire gli annunci. Deve restare separato dal compenso di gestione e dalle spese di produzione.
Il cliente dovrebbe poter leggere con chiarezza:
- quanto viene destinato alla piattaforma;
- su quali campagne viene distribuito;
- quali risultati vengono attribuiti a quella spesa;
- quali posizionamenti hanno ricevuto budget.
2. Strategia, impostazione e gestione
Comprende definizione degli obiettivi, struttura delle campagne, controllo del budget, analisi dei dati, test, ottimizzazioni e confronto con le informazioni commerciali.
Può essere quotata con canone fisso, percentuale sul media spend o modello ibrido. Il metodo conta meno della trasparenza: attività incluse, frequenza di analisi, responsabilità e modalità di revisione devono essere esplicite.
3. Produzione e rinnovo delle creatività
Questo è il costo più sottovalutato quando si parla di Instagram Ads.
Un’unica immagine può essere sufficiente per una promozione breve. Una campagna continuativa richiede invece concept, copy, montaggio, sottotitoli, adattamenti e nuove varianti. Se il pubblico vede lo stesso contenuto troppe volte, l’attenzione cala e il costo per risultato può peggiorare.
Il preventivo dovrebbe chiarire:
- chi produce immagini e video;
- quante varianti sono comprese;
- quali formati vengono consegnati;
- se sono previste riprese o contenuti UGC;
- con quale frequenza gli asset vengono rinnovati;
- chi possiede i file sorgente e può riutilizzarli.
4. Tracking, catalogo e pagine di destinazione
Una campagna può produrre clic senza produrre dati affidabili. Per lead e vendite servono, a seconda del progetto, Pixel, Conversions API, eventi, GA4, Tag Manager, catalogo prodotti, feed e pagine coerenti con l’annuncio.
Queste attività possono essere già presenti, incluse nella gestione oppure quotate separatamente. Nasconderle dentro una voce generica rende difficile confrontare due proposte.
5. Gestione commerciale e qualità del risultato
Un contatto da 12 euro non è economico se nessuno lo richiama o se la maggior parte delle richieste è fuori target. Una vendita attribuita alla piattaforma non basta, se il margine non copre acquisizione, logistica e resi.
Le campagne che generano volume ma non opportunità vanno lette insieme al processo descritto nella guida su come strutturare campagne advertising che generano lead.
Pubblicità solo su Instagram o posizionamenti Meta
Gestione inserzioni consente di limitare la distribuzione a Instagram. La scelta può avere senso quando esistono vincoli di brand, creatività progettate per un contesto specifico o dati storici solidi.
Non dovrebbe però essere il default solo perché il contenuto nasce per Instagram.
Escludere Facebook, Messenger e gli altri posizionamenti riduce il numero di aste a cui la campagna può partecipare. Con meno opportunità disponibili, il sistema ha meno spazio per trovare il risultato al costo più basso.
Meta riporta che, in un proprio esperimento, i gruppi di inserzioni con posizionamenti Advantage+ hanno ottenuto in media un CPA inferiore dell’11,7% rispetto ai posizionamenti manuali. È un dato di piattaforma, non una promessa applicabile a ogni account. Indica però perché una campagna “solo Instagram” deve essere una decisione verificata, non una preferenza estetica.
Quando ha senso limitare i posizionamenti
La limitazione può essere ragionevole quando:
- il prodotto vive in un’esperienza nativa di Instagram;
- una promozione coinvolge il profilo o un contenuto specifico;
- il target e i dati storici mostrano un contributo nettamente superiore di Instagram;
- i requisiti del progetto escludono altri ambienti;
- il test serve proprio a misurare l’incrementalità del canale.
Anche in questi casi conviene confrontare il costo per risultato e la qualità della conversione con una configurazione più ampia.
Creatività adatta a tutti non significa creatività identica
Usare più posizionamenti non vuol dire caricare lo stesso file ovunque. Un annuncio verticale 9:16, un visual 4:5 e una versione quadrata possono raccontare lo stesso messaggio con gerarchie diverse.
L’automazione della distribuzione funziona meglio quando dispone di asset realmente utilizzabili nei contesti in cui li mostra.
Quanto costa sponsorizzare post, Storie e Reel
Non esiste un prezzo fisso per sponsorizzare un post, una Storia o un Reel. La piattaforma non vende questi formati con un listino a durata o a secondi.
Il costo dipende dall’asta e dall’obiettivo. Il formato incide in modo indiretto perché cambia l’inventario disponibile, il comportamento delle persone e la capacità della creatività di ottenere attenzione e azioni.
| Formato | Costo media | Costo creativo da considerare | Rischio frequente |
|---|---|---|---|
| Post nel Feed | Determinato dall’asta | Visual 4:5 o quadrato, copy e varianti | Usare un contenuto organico senza un’offerta chiara |
| Storia sponsorizzata | Determinato dall’asta | Asset 9:16, ritmo rapido, CTA leggibile | Adattare male un visual orizzontale o quadrato |
| Reel sponsorizzato | Determinato dall’asta | Video verticale, hook, montaggio e sottotitoli | Produrre un solo video e lasciarlo attivo troppo a lungo |
| Carosello | Determinato dall’asta | Sequenza, design delle card e copy | Trattare le slide come immagini indipendenti |
Dire che i Reels costano sempre meno o che le Stories costano sempre di più è una semplificazione. Un CPM più basso può accompagnarsi a clic o vendite meno utili. Il formato va valutato sul risultato finale, non sul prezzo dell’impression isolata.
Quanto costano mille visualizzazioni
Il costo per mille impression si calcola così:
CPM = spesa pubblicitaria ÷ impression × 1.000
Se una campagna spende 100 euro e genera 20.000 impression, il CPM è 5 euro. Questo esempio spiega il calcolo, non rappresenta un benchmark universale.
La domanda “quanto paga Instagram per mille visualizzazioni” appartiene invece alla monetizzazione dei creator e non al costo sostenuto da un inserzionista.
Pulsante Promuovi o Gestione inserzioni
Il pulsante “Promuovi” riduce i passaggi necessari per amplificare un contenuto. Può essere utile per una prova semplice, ma non sostituisce una struttura pubblicitaria quando l’obiettivo è generare lead o vendite misurabili.
| Aspetto | Pulsante Promuovi | Gestione inserzioni |
|---|---|---|
| Configurazione | Rapida e semplificata | Più articolata |
| Obiettivi e ottimizzazione | Opzioni più limitate | Controllo più ampio |
| Pubblici | Essenziali | Pubblici personalizzati, retargeting e segnali più avanzati |
| Posizionamenti | Gestione semplificata | Possibilità di usare o limitare i posizionamenti Meta |
| Test | Ridotti | Varianti, strutture e confronti più gestibili |
| Misurazione | Adatta a promozioni semplici | Più coerente con tracking, lead ed e-commerce |
| Costo di servizio Apple | Può applicarsi da app iOS | Evitabile creando gli annunci da desktop o Ads Manager |
Il possibile costo aggiuntivo su iPhone
In molte aree, quando si aggiungono fondi o si promuove un contenuto dall’app Instagram su iOS, può applicarsi un costo di servizio Apple pari al 30% del pagamento pubblicitario, prima di imposte e altri oneri.
Non è un aumento del media budget che entra nell’asta. È un costo collegato al metodo di acquisto. La documentazione Instagram indica che si può evitare creando la promozione da instagram.com oppure usando Gestione inserzioni da computer.
Per un’azienda che investe in modo continuativo, scegliere il flusso di acquisto corretto è una decisione economica, non un dettaglio tecnico.
Come calcolare un budget sostenibile
Il budget dovrebbe partire dal risultato economico atteso. Le formule cambiano tra lead generation ed e-commerce, ma la logica resta la stessa.
Lead generation
- Definisci il costo massimo sostenibile per acquisire un cliente.
- Stima quale percentuale dei lead diventa cliente.
- Calcola il CPL massimo sostenibile.
- Moltiplica il CPL per il numero di lead necessario.
Esempio:
- costo massimo per acquisire un cliente: 600 €;
- tasso di chiusura medio: 12%;
- CPL massimo sostenibile: 72 €;
- obiettivo: 25 lead;
- media budget teorico: 1.800 €.
CPL massimo = costo massimo cliente × tasso di chiusura Media budget = CPL massimo × lead desiderati
Il calcolo non garantisce che Instagram produca lead a 72 euro. Stabilisce la soglia entro cui la campagna può essere sostenibile e permette di definire quando proseguire, correggere o interrompere il test.
E-commerce
Per un e-commerce servono almeno margine, tasso di conversione e costo massimo di acquisizione.
Se il margine disponibile per coprire marketing e acquisizione è 60 euro per ordine e il sito converte l’1,5% delle sessioni a pagamento, il CPC massimo teorico è 0,90 euro.
CPC massimo = CPA sostenibile × tasso di conversione
Il dato va poi corretto considerando resi, sconti, riacquisto, costi logistici e differenze tra clienti nuovi e ricorrenti.
Dal media budget all’investimento totale
Una volta definita la spesa pubblicitaria, il progetto completo si calcola così:
Investimento totale = media spend + gestione + creatività + tracking e asset di conversione
Questa formula evita di approvare un budget media che lascia senza risorse proprio le attività necessarie per farlo rendere.
Fasce di budget per attività locali, B2B ed e-commerce
Le fasce non sostituiscono il calcolo economico. Aiutano a capire quanto può essere stretto o ampio il test.
Attività locale
Con 600-1.500 euro al mese si può lavorare su una zona definita, un’offerta e un percorso di contatto semplice. Il limite non è soltanto la dimensione del pubblico. Se il budget deve sostenere notorietà, visite al profilo, messaggi e prenotazioni nello stesso momento, rischia di disperdersi.
Instagram è particolarmente utile quando il servizio può essere mostrato con immagini e video reali. Ristorazione, fitness, estetica, retail, hospitality ed eventi possono beneficiare del contesto visuale, purché la richiesta finale sia semplice da completare.
Azienda B2B
Per una lead generation B2B la base operativa sale spesso a 1.000-3.000 euro al mese, soprattutto quando il pubblico è ristretto e il ciclo di vendita è lungo.
Instagram può contribuire alla scoperta del brand e raggiungere ruoli professionali anche fuori dal contesto lavorativo. Non va però scelto per abitudine. Nel B2B conviene chiarire quando integrare ricerca e social advertising e quale canale deve intercettare la domanda già consapevole.
E-commerce
Un piccolo e-commerce può iniziare con 1.000-3.000 euro al mese se concentra il test su pochi prodotti, un mercato e una selezione di creatività. Quando aumentano catalogo, campagne di acquisizione, retargeting e necessità di rinnovo degli asset, il media budget supera facilmente 3.000-6.000 euro mensili.
Il controllo non può fermarsi al ROAS dichiarato dalla piattaforma. Vanno letti margine, nuovi clienti, resi, sconti, valore medio dell’ordine e attribuzione tra Meta, Google, email e traffico diretto.
Un caso AD Digital: quanto pesa la creatività
Nel progetto per Alessandra Milano, e-commerce di calzature Made in Italy, abbiamo gestito una campagna integrata Meta e Google per il lancio della collezione Primavera-Estate 2025.
Tra giugno e settembre il progetto ha generato complessivamente:
- 1,5 milioni di impression tra Google e Meta;
- oltre 77.000 clic;
- più di 20.000 visite al sito;
- oltre 1.000 prodotti aggiunti al carrello;
- ROAS complessivo pari a 2,7.
Il confronto creativo ha mostrato risultati diversi: il video ha raggiunto un CTR del 4,99%, mentre gli annunci statici hanno ottenuto un ROAS fino a 6,44x. Non significa che il formato statico sia sempre più redditizio o che il video debba essere usato solo per generare clic.
L’informazione utile è un’altra: formati diversi possono svolgere ruoli diversi nello stesso progetto. Tagliare il costo di produzione riducendo tutto a un unico asset può rendere più debole la campagna, anche quando libera qualche centinaio di euro da spostare sul media.
Il caso è descritto nel progetto campagna ADV Meta e Google per il lancio Primavera-Estate 2025. I dati non isolano Instagram e non vanno usati come benchmark del canale. Servono a mostrare perché il costo delle creatività deve entrare nel budget e nel piano di misurazione.
Quando il budget è troppo basso
Un budget è troppo basso quando non permette di osservare abbastanza risultati per prendere la decisione prevista.
Se l’obiettivo è generare vendite con un CPA atteso di 50 euro, una spesa di 100 euro può produrre zero, una o due conversioni. È troppo poco per stabilire se un formato, un pubblico o un’offerta funzionano con continuità.
I segnali tipici sono:
- molte varianti che ricevono una spesa minima;
- campagne interrotte dopo pochi giorni;
- una sola creatività utilizzata per settimane;
- retargeting attivato su pubblici troppo piccoli;
- decisioni prese su clic e interazioni invece che su lead o vendite;
- budget sufficiente per Meta, ma nessuna risorsa per video, tracking o landing page.
In questi casi ci sono tre alternative corrette:
- aumentare il budget;
- ridurre il numero di obiettivi, mercati, prodotti o varianti;
- rinviare il test finché offerta, creatività e misurazione non sono pronte.
La soluzione peggiore è dividere una cifra insufficiente su troppe campagne e attribuire a Instagram un problema di progettazione.
Come valutare un preventivo Instagram Ads
Due preventivi possono sembrare molto diversi perché uno include produzione, tracking e ottimizzazione, mentre l’altro quota soltanto l’attivazione delle campagne.
Un preventivo leggibile dovrebbe separare almeno:
| Voce | Che cosa verificare |
|---|---|
| Media spend | Importo pagato a Meta, metodo di pagamento e proprietà dell’account |
| Setup iniziale | Business Manager, account pubblicitario, Pixel, Conversions API, catalogo ed eventi |
| Strategia | Obiettivi, pubblici, offerta, posizionamenti e KPI |
| Gestione | Frequenza di controllo, ottimizzazioni, test e riallocazione del budget |
| Creatività | Numero di concept, video, statiche, adattamenti e rinnovi |
| Copy | Varianti di testo, hook, CTA e processo di approvazione |
| Landing o shop | Interventi inclusi, esclusi o affidati al cliente |
| Reporting | Metriche, attribuzione, frequenza e lettura commerciale |
| Fee | Canone fisso, percentuale sul media spend o modello ibrido |
Diffidare sia del preventivo che promette un risultato senza conoscere margini e conversioni, sia di quello che evita qualsiasi stima. Un documento serio deve dichiarare ipotesi, perimetro, responsabilità e criteri con cui il budget potrà essere aumentato o ridotto.
AD Digital non pubblica in questa guida una tariffa universale di gestione perché non è stata definita una fascia ufficiale valida per tutti i progetti. Il compenso dipende da account, numero di mercati, asset disponibili, complessità del tracking e quantità di produzione richiesta.
Domande frequenti
Qual è il budget minimo per fare pubblicità su Instagram?
Meta suggerisce almeno 5 USD al giorno e una durata minima di sei giorni. È una soglia di partenza, non un budget sufficiente per ogni obiettivo. Per un test aziendale circoscritto consideriamo più realistico un media spend di 300-600 euro al mese; lead generation ed e-commerce richiedono spesso almeno 1.000-3.000 euro mensili.
Quanto costa sponsorizzare un post su Instagram?
Non esiste un prezzo fisso. Si sceglie un budget e il contenuto partecipa all’asta Meta. Con 5-15 euro al giorno si può fare una promozione breve, ma il risultato dipende da obiettivo, pubblico, durata, creatività e offerta.
Quanto costa sponsorizzare una Storia o un Reel?
Storie e Reels non hanno un tariffario specifico. Il media spend viene determinato dall’asta. Va aggiunto il costo necessario per produrre e adattare contenuti verticali 9:16, montarli, sottotitolarli e rinnovarli.
Quanto costano mille visualizzazioni su Instagram?
Il CPM varia tra campagne, pubblici e periodi. Si calcola dividendo la spesa per le impression e moltiplicando per mille. Cento euro spesi per 20.000 impression corrispondono a un CPM di 5 euro, ma l’esempio non è un benchmark universale.
Instagram costa più di Facebook?
Non esiste una risposta valida per tutti. I due canali condividono l’asta Meta, ma hanno inventario, comportamenti e formati diversi. Va confrontato il costo per risultato utile, non soltanto CPM o CPC.
Conviene fare pubblicità soltanto su Instagram?
Solo se dati, pubblico o vincoli del progetto lo giustificano. Limitare i posizionamenti riduce le opportunità di distribuzione e può alzare il costo per risultato. In assenza di evidenze, conviene testare una configurazione più ampia e leggere le performance per posizionamento.
È meglio usare il pulsante Promuovi o Gestione inserzioni?
“Promuovi” è adatto a iniziative semplici. Gestione inserzioni offre maggiore controllo su obiettivi, pubblici, posizionamenti, test e misurazione. Per lead ed e-commerce è in genere la scelta più adatta.
Perché la promozione costa di più su iPhone?
Quando si promuove dall’app Instagram su iOS può applicarsi un costo di servizio Apple pari al 30% del pagamento pubblicitario, prima di imposte e oneri locali. La documentazione Instagram indica di usare instagram.com o Gestione inserzioni da computer per evitarlo.
Si può fare pubblicità gratis su Instagram?
Pubblicare contenuti organici è gratuito. Distribuirli come inserzioni richiede un budget. Collaborazioni, condivisioni e contenuti organici possono generare visibilità senza media spend, ma non equivalgono a una campagna pubblicitaria gratuita.
Quanto costa farsi seguire da un’agenzia?
Dipende da complessità, media spend, mercati, tracking e quantità di creatività. Nel preventivo il compenso professionale deve essere separato dalla spesa destinata a Meta e deve indicare con precisione attività e asset inclusi.
Il costo giusto dipende dal risultato che deve finanziare
Instagram permette di iniziare con cifre contenute, ma il minimo tecnico non definisce il budget utile.
Prima di decidere quanto spendere servono quattro numeri: valore del cliente, margine disponibile, tasso di conversione e volume di risultati desiderato. Poi vanno aggiunti i costi che rendono possibile la campagna: creatività, gestione, tracciamento e asset di conversione.
La decisione sui posizionamenti arriva dopo. Usare soltanto Instagram può essere corretto, ma deve derivare da dati o da un vincolo reale, non dal nome del progetto.
Se stai valutando una campagna, un preventivo o un budget già attivo, raccontaci il progetto. Possiamo costruire una stima che separi media spend, produzione e gestione e chiarisca quali risultati devono rendere sostenibile l’investimento.
Autore:
Founder & Strategist @AD Digital
Fondatore di AD Digital, si occupa di strategia digitale per aziende che vogliono costruire un posizionamento solido e orientato alla performance. Ha lavorato in contesti come Philips Lighting (oggi Signify) e Air Liquide, sviluppando progetti SEO, Social e ADV orientati alla lead generation e alla crescita commerciale.
Dal 2015, prima con Perimeter poi con AD Digital, affianca le aziende nello sviluppo di sistemi di marketing che integrano SEO, advertising e contenuti, con un approccio che parte dalla direzione strategica prima di arrivare agli strumenti.
Chi c’è dietro AD Digital?
Meno attività scollegate, più direzione.
Costruiamo progetti di digital marketing, non singole azioni.
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